Intergruppo parlamentare “Asset Digitali, Blockchain e Bitcoin”

Stati Generali · 24 settembre 2026

DeFi e TradFi: quali leve per il legislatore?

Luca Bellardini

Camera dei deputati, Aula dei Gruppi parlamentari · 3:49 min

In breve

Luca Bellardini confronta l’evoluzione degli operatori cripto con le categorie della finanza tradizionale. Riflette sul ruolo delle autorizzazioni e sulle scelte del legislatore nel distinguere attività e responsabilità nel mercato.

Il video dell’intervento

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Fonte: WebTV della Camera dei deputati. Guarda la registrazione completa.

Trascrizione integrale revisionata

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Buon pomeriggio a tutti, Luca Bellardini direttore scientifico dell'associazione Guido Carli. Anch'io dovrò leggere, altrimenti conoscendomi riuscirei a malapena a pronunciare il mio nome in tre minuti. Vorrei partire da un dato che emerge con una certa chiarezza, da un'analisi empirica condotta qualche tempo fa su un campione di 400 piattaforme cripto a livello globale. Nonostante le forti differenze riconducibili ai diversi ordinamenti giuridici, il modello di business degli exchange sta evolvendo in maniera piuttosto rapida verso le categorie nelle quali siamo abituati a scomporre l'intermediazione finanziaria. Tra quei 400 soggetti d'altronde abbiamo configurazioni ampie e variegate, talvolta anche nello stesso exchange si combinano la negoziazione di strumenti vari, la creazione di liquidità, i servizi di pagamento e diverse attività strumentali e connesse a quella di investimento tra cui spicca ovviamente la custodia.

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Ciò non toglie che guardando più a fondo la pluralità dei modelli di business appaia con molta chiarezza, alcuni sono exchange specializzati, altri sono più integrati e così via, ma senza dubbio questo tipo di studio consente di osservare meglio la catena del valore anche nel segmento alternativo del settore finanziario. E allora se l'ibridazione è ormai una realtà è su questo che dovrebbe concentrarsi il regolatore, possibilmente considerandolo come un fenomeno in sé neutro da comprendere prima di intervenire. E siamo tutti d'accordo sul fatto che il MiCAR è stato comunque un passo in avanti nella misura in cui ha spinto verso una disciplina comunque chiara definita un mondo in cui la componente opaca era un tempo prevalente. Ed è evidente che il problema non è il tentativo di costruire un'architettura normativa più complessa e magari completa che consideri anche la resilienza delle infrastrutture fino al post trading come un obiettivo fondamentale, soprattutto alla luce del periodo geopolitico in cui viviamo, ma allo stesso tempo dovremmo evitare che l'ordinamento si trasformasse nella direzione simile a quella che i servizi di investimento presero con la MiFID II, con il tentativo di disciplinare nuovi fenomeni all'insegna del timore che siano dannosi per l'investitore al dettaglio e per la persona comune che si avvicinasse alla finanza e non per voler essere attuali a tutti i costi, ma l'atteggiamento verso il mondo cripto da parte di importanti settori della classe dirigente italiana ed europea non ricorda forse quello verso cui ampi settori dell'opinione pubblica si rivolgono al tema dell'intelligenza artificiale?

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Le cripto e Bitcoin in particolare sono talvolta percepiti come una terra incognita in cui non avventurarsi e forse abbiamo dimenticato tutti troppo in fretta le grandi speranze del 2024 non solo in termini di maggiori rendimenti ma soprattutto di minori asimmetrie tra la finanza decentralizzata e quella tradizionale. Non perché debbano necessariamente sovrapporsi, lo dicevo prima, ma perché con le regole giuste possono senza dubbio coesistere. Il vero problema quindi come sentivo suggerire stamattina forse è la diffidenza verso l'innovazione in sé? MiCAR offre grandi opportunità, pensiamo ai CASP: chi ha faticato per ottenere l'autorizzazione da parte della Consob, ottemperando a richieste molto rigorose, oggi ha di fatto un patentino anche commerciale che consente di presentarsi al mercato con un certo standing. E allora forse, l'auspicio è che in futuro il legislatore possa usare questa linea di demarcazione per indicare in maniera ancora più puntuale le attività riservate all'interno del mondo cripto basandosi magari sull'ordinamento della TradFi ma senza necessariamente inseguirlo. Non tutti i fornitori di servizi cripto sono uguali appunto, ma per fortuna alcuni sono più uguali degli altri. Io vi ringrazio perché il tempo lo impone e cedo la parola. Grazie.