Stati Generali · 24 settembre 2026
Asset digitali: regole semplici ed eque per la competitività
Luca Boiardi
Camera dei deputati, Aula dei Gruppi parlamentari · 3:51 min
In breve
Luca Boiardi porta l’esperienza di chi fa impresa nel settore degli asset digitali. Indica nella semplicità fiscale, nella certezza delle regole e nello spazio per sperimentare le condizioni per sviluppare in Italia nuove infrastrutture finanziarie.
Il video dell’intervento
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Fonte: WebTV della Camera dei deputati. Guarda la registrazione completa.
Trascrizione integrale revisionata
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Introduzione perfetta. Oggi si è parlato di tokenizzazione, stablecoin, nuove infrastrutture finanziarie e abbiamo visto come in Italia abbiamo tante menti brillanti e tanta voglia di fare. Seguo panorama e mercato internazionale da tanti anni ogni giorno e vi posso assicurare che è rarissimo trovare una sinergia simile tra addetti ai lavori, forze dell'ordine e Parlamento. Ma per costruire questa opportunità in Italia dobbiamo partire da due aspetti basilari su cui si regge tutto, fiscalità e burocrazia. Accanto al lavoro di divulgazione da 6 anni faccio impresa in questo settore.
Una delle mie società aiuta oggi oltre 21.000 contribuenti italiani a mettersi in regola con il fisco. Ed è anche da questa esperienza che nasce il mio intervento. La complessità e la mutevolezza delle regole spaventano molti utenti, finendo per disincentivarli dal rispettarle o allontanarli dall'industria. E questo è un doppio autogol perché il sistema finisce per ostacolare il comportamento che dovrebbe favorire e indebolire un'industria innovativa. Poi c'è il tema dell'equità.
Dal 2026, come ha detto il mio collega prima, l'aliquota sulle plusvalenze è stata aumentata al 33% e inizialmente era stato addirittura proposto il 42%. È un messaggio di ostilità che nessun tavolo tecnico può da solo compensare e deve essere riconsiderato se vogliamo davvero incentivare lo sviluppo del settore. Con MiCAR l’Europa ha battuto sul tempo per una volta gli Stati Uniti nel costruire un quadro normativo organico per le criptoattività. È nostro dovere trasformare questo anticipo normativo in un vantaggio competitivo e l'Italia, vista la buona volontà e le competenze dimostrate in questa sede, ha tutti i numeri per dare il buon esempio. Si parla spesso ad esempio di stablecoin e di quelle in dollari come di una minaccia per l'euro.
Anziché rispondere con nuove regole per ostacolarle, dobbiamo incentivare aziende a sviluppare un prodotto euro all'altezza, perché oggi tra le valute si combatte anche una battaglia tecnologica. L'euro è la seconda valuta internazionale, eppure le stablecoin in euro rappresentano meno dell’1% del mercato. Dovremmo rifletterci sopra. Per diventare competitivi in quest'industria dovremmo avere tre priorità, riallineare al 26% l'aliquota sulle plusvalenze cripto e introdurre esoneri per chi detiene e movimenta somme contenute, altrimenti rischiamo il paradosso di dover spendere 200 euro di commercialista per un caffè pagato in stablecoin. Semplificare gli adempimenti con istruzioni chiare, rendicontazioni standardizzate e nessuno spazio per i dubbi.
E dare più spazio alla sperimentazione promuovendo un'innovation exemption sul modello americano per permettere alle imprese di testare nuovi servizi con maggior flessibilità normativa. Deve essere chiaro che non si può ridurre tutto a mera speculazione. Si parla di imprese, si parla di lavoro e si parla di dove verranno sviluppate le infrastrutture finanziarie dei prossimi anni. La competitività comincia da regole semplici ed eque e da una scelta concreta, rendere più facile innovare e restare in regola in Italia. Grazie.