Intergruppo parlamentare “Asset Digitali, Blockchain e Bitcoin”

Stati Generali · 24 settembre 2026

Protezione dei dati, identità digitale e zero-knowledge proof

Ivan Visconti

Camera dei deputati, Aula dei Gruppi parlamentari · 3:34 min

In breve

Ivan Visconti affronta protezione dei dati, identità digitale e zero-knowledge proof. Descrive le opportunità di queste tecnologie e l’esigenza di sviluppare competenze attraverso casi d’uso e progetti con requisiti elevati di riservatezza.

Il video dell’intervento

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Fonte: WebTV della Camera dei deputati. Guarda la registrazione completa.

Trascrizione integrale revisionata

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Gabriele Del Mese: Adesso andiamo avanti appunto con mondo più accademico con Ivan Visconti, grazie.

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Salve a tutti e grazie per aver organizzato questo evento e per aver trainato questa iniziativa molto utile. Sono Ivan Visconti, sono un professore di informatica, presso il dipartimento di ingegneria informatica della Sapienza, sono un crittografo e vi parlerò diciamo di qualche argomento un po' diverso da quello che hanno detto gli altri. Sempre innanzitutto voglio menzionare Nakamoto che è una parola che non ho sentito, siccome siamo qua tutti grazie a lui.

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Ricordiamo Nakamoto e quello che volevo dire è che la tecnologia blockchain e le criptovalute hanno indirettamente alimentato qualcosa di estremamente utile. Che cosa? L'intera industria che mantiene le blockchain, perché sono piattaforme pubbliche, quindi estremamente estremamente complesse, hanno sviluppato e portato al sistema vari strumenti avanzati di protezione dei dati. Sono ad esempio queste famose zero-knowledge proofs, che sono utilizzate nelle criptovalute Zcash, nella versione moderna di Monero, nel Token Tornado Cash. Tornado Cash funzionava così bene per pagamenti anonimi che gli Stati Uniti lo hanno dichiarato illegale, l'utilizzo di uno smart contract è stato dichiarato illegale per una finestra di tempo.

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Si può parlare bene o male delle criptovalute, delle blockchain, ma abbiamo questo risultato, hanno prodotto loro una tecnologia avanzata che è utilizzabile in vari altri contesti, quindi ho collaborato con il gruppo 6, il gruppo di lavoro 6 che è Privacy e Identità Digitale. E perché in questo contesto questi strumenti sono estremamente utili? Perché infatti tra pochi mesi il casalingo di Voghera avrà un digital identity wallet, in pratica scaricherà un’app che avrà un meccanismo di utilizzo che è fortemente ispirato

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ai principi della blockchain, con il principio della self-sovereign identity, cioè io ho gli attributi a bordo del mio dispositivo, li uso io con un meccanismo chiamato selective disclosure, decido chi può vedere cosa quando io lo decido. Sono strumenti estremamente sicuri e infatti dovrebbero essere utilizzati su larga scala proprio perché come vedete sono continui gli attacchi crescenti che vediamo quotidianamente, anche per via dell'utilizzo ora dell’intelligenza artificiale che agevola clamorosamente gli attacchi e poi arriverà anche il quantum. Questi strumenti sono potenti, sono infatti considerati all'interno del design, della progettazione della European Digital Identity Wallet e quindi ci troveremo a breve ad utilizzare questi strumenti.

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C'è una criticità insomma non sono così semplici da utilizzare, in particolare le competenze non sono così diffuse, quindi ad esempio uno degli output del gruppo di lavoro 6 è stato proprio quello di evidenziare casi d'uso che possono essere da traino per generare interesse e portare le industrie a investire in queste direzioni magari nella modalità impara facendo, quindi cercando di partecipare a progetti che hanno dei requisiti alti di protezione dei dati. Va bene, vi ringrazio per l'attenzione.