Intergruppo parlamentare “Asset Digitali, Blockchain e Bitcoin”

Stati Generali · 24 settembre 2026

Tokenizzazione di asset reali: opportunità e limiti giuridici

Andrea Pantaleo

Camera dei deputati, Aula dei Gruppi parlamentari · 3:45 min

In breve

Andrea Pantaleo analizza le opportunità della tokenizzazione degli asset reali e i suoi limiti giuridici. Richiama proporzionalità e adattamento delle norme europee al contesto nazionale come strumenti per sostenere lo sviluppo delle imprese italiane.

Il video dell’intervento

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Fonte: WebTV della Camera dei deputati. Guarda la registrazione completa.

Trascrizione integrale revisionata

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Conduzione: Vai. Lorenzo Rigatti, lo dico io così. Lorenzo Rigatti, sì vai Andrea. Buon pomeriggio. Forse abbiamo dimenticato di nominarlo Lorenzo prima, sì sì, assolutamente.

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Buon pomeriggio a tutti, non sono Lorenzo Rigatti, ma sono Andrea Pantaleo, sono un avvocato che si occupa di mercati finanziari. Vi ringrazio innanzitutto per l'invito, è un onore per me essere qui, e sono anche molto felice di fare questo intervento dopo quello di Lorenzo, perché senza volerlo, non ci siamo messi d'accordo, lo trovo assolutamente in continuità con quello che vi ha raccontato. Una brevissima ricognizione di quello che abbiamo fatto. Nell’ambito dei tavoli, diciamo, di lavoro, abbiamo fatto una ricognizione di tutto lo stato dell'arte e dello sviluppo dei progetti più rilevanti in ambito delle nuove normative, quindi MiCAR, DLT Pilot e tutti i derivati locali e normative applicative a livello europeo.

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È emerso un dato che secondo me ci deve far riflettere, e ci ha fatto riflettere in effetti. Una minoranza di questi progetti ha una matrice italiana o un traino italiano, e questo è, alla luce dei numeri, assolutamente innegabile. L'Italia, purtroppo, figura tra i paesi che ha rilasciato meno autorizzazioni per i prestatori di servizi su criptoattività. Tra quelli autorizzati non c'è nessuna piattaforma di negoziazione, quindi nessun mercato. Non ci sono allo stato, sebbene ci siano dei progetti in essere, dei token di moneta elettronica emessi da soggetti italiani.

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E questo ovviamente crea un gap competitivo nei confronti del resto d'Europa. Così come non ci sono piattaforme di negoziazione per strumenti finanziari tokenizzati, sebbene diciamo questa problematica abbia radici più profonde e derivanti dalla normativa europea. Eppure, e oggi credo che ne abbiamo avuto un esempio in tanti use case che vi sono stati raccontati, io credo veramente che il nostro paese abbia delle eccellenze a livello imprenditoriale, a livello professionale, che avrebbero meritato sicuramente una fortuna maggiore nell'ambito di questa, come diceva Lorenzo prima, questo shock tecnologico e di cambiamento che stiamo vivendo, perché sono convinto che l'Italia abbia assolutamente tutte le carte in regola per poter essere davvero un paese trainante nell'ambito dell'Unione Europea.

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E laddove un contesto normativo l’ha consentito, ad esempio il decreto Fintech, quindi tokenizzazione di strumenti finanziari a livello italiano, abbiamo visto effettivamente dei progetti italiani emergere, e oggi appunto avete sentito le storie e gli use case e i successi che stanno riscontrando e che si stanno espandendo anche a livello fuori dall'Italia, quindi anche a livello europeo. Quindi in chiusura io credo che siamo in una fase in cui le infrastrutture DLT non sono più abilitatrici di un processo, ma stanno diventando acceleratrici di una trasformazione economica e finanziaria che secondo me l'Italia non può permettersi di bucare, di saltare, di ignorare. E quindi credo che sia fondamentale che il regolatore, utilizzando quelle che sono le armi a sua disposizione, quindi proporzionalità, quindi adeguamento delle norme che sono per la maggior parte di derivazione europea al contesto nazionale, aiuti lo sviluppo delle imprese che abbiamo qua, delle professionalità che abbiamo nel nostro paese, affinché riescano ad affermarsi e diventare veramente dei leader a livello europeo. Vi ringrazio e vi auguro buona continuazione.