Sessione mattutina · 24 settembre 2026
Sicurezza e legalità — Guardia di Finanza
Luca Gennaro Cioffi
Camera dei deputati, Aula dei Gruppi parlamentari · 9:35 min
In breve
Il colonnello Luca Gennaro Cioffi presenta il contributo della Guardia di Finanza al confronto sulla sicurezza degli asset digitali. Illustra le competenze investigative in materia economico-finanziaria e i rischi legati a riciclaggio, evasione e operatori situati in giurisdizioni poco collaborative.
Il video dell’intervento
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Fonte: WebTV della Camera dei deputati. Guarda la registrazione completa.
Trascrizione integrale revisionata
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Buongiorno. L’onorevole Coppo mi ha dispensato dal ringraziarlo, ma non posso fare a meno di ringraziare lei e tutto il suo staff, il dottor Annino, il dottor Del Mese, per aver organizzato questo evento e per aver consentito alla Guardia di Finanza, con i suoi undici rappresentanti coordinati dal generale di divisione Vinciguerra, il nostro vice capo di gabinetto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di partecipare a questo consesso così qualificato e prestigioso.
Che cosa ha cercato di fare la Guardia di Finanza? La Guardia di Finanza, come forza di polizia con competenza generale in materia economica e finanziaria, ha cercato di dare il suo contributo tecnico e di esperienza in questo settore. Del resto ricordo che la direttiva sui comparti di specialità riconosce alla Guardia di Finanza una competenza preminente nella ricerca, nella prevenzione e nel contrasto degli illeciti commessi mediante mezzi tecnologici e informatici che afferiscono ai segmenti e alla sua mission istituzionale di polizia economico-finanziaria.
Voglio rispondere innanzitutto alla domanda che ci aveva fatto la dottoressa. Dottoressa, lei ha perfettamente ragione: si è venuta a creare una forte interconnessione tra il mondo digitale e il mondo finanziario. Quindi dobbiamo cogliere entrambi gli aspetti di questa interconnessione. Si sono create grandi possibilità di sviluppo economico e finanziario, ma purtroppo dall’altra parte anche la criminalità ha attenzionato l’ecosistema dei pagamenti digitali, perché ha colto soprattutto nel mondo delle criptoattività un contesto in cui ottenere ingenti guadagni, andando a minimizzare quelli che sono i rischi di individuazione dei titolari effettivi delle attività illecite.
A riguardo, come si è mossa la Guardia di Finanza? La Guardia di Finanza innanzitutto ha un’organizzazione che valorizza la componente territoriale e quella speciale. I nostri reparti speciali di punta sono il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e il Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche, che ha maturato una grande expertise soprattutto nell’analisi della blockchain e nel contrasto di tutti quelli che sono gli illeciti ecofin commessi con tecnologie informatiche. Ma anche a livello territoriale abbiamo investito su del personale particolarmente qualificato, che riveste esattamente la qualifica di CFDA, computer forensics e data analysis, che supporta tutti i reparti sul territorio nella ricerca delle fonti di prova su sistemi digitali, consentendone l’elaborazione e l’interpolazione.
Ma che cosa dobbiamo fare? Che cosa stiamo facendo da tempo? Dobbiamo assolutamente investire sulla specializzazione e sull’aggiornamento professionale del nostro personale, perché il nostro personale si confronta con infrastrutture tecnologiche molto sofisticate come sono quelle sottese al mondo dei pagamenti digitali. Quindi deve avere nozione di che cos’è una blockchain, uno smart contract, una stablecoin, una piattaforma fintech. Questo richiede un connubio di competenze: servono competenze tecniche, informatiche, finanziarie e giuridiche.
Un altro step fondamentale è la dotazione di strumenti tecnologici. Per esempio, nel mondo delle criptoattività sono fondamentali gli strumenti per l’analisi della blockchain, per cercare di tracciare i flussi e arrivare quindi a un CASP, a un soggetto a cui ci possiamo rivolgere per cercare di acquisire elementi informativi su chi sono gli utenti delle transazioni.
Come è emerso in particolare nel gruppo tematico cui ho partecipato, pagamenti innovativi, stablecoin ed euro digitale, un altro fattore importante è dotare l’ordinamento di strumenti giuridici transfrontalieri, uniformi, riconosciuti, che diano la possibilità alle forze di polizia di accedere velocemente, come hanno detto anche i miei colleghi prima, a quelle informazioni detenute dai CASP o dagli altri operatori digitali, soprattutto quando sono stabiliti al di fuori dell’Italia.
Un altro concetto importante è che non dobbiamo solo agire in chiave repressiva, ma dobbiamo anticipare i rischi emergenti. E come lo possiamo fare? Lo possiamo fare, come ci insegna questo tavolo, creando dei canali stabili di confronto tra le autorità, i soggetti regolamentati, i professionisti tecnici e i soggetti investigativi. Questo ci consentirebbe di trasformare informazioni frammentate in capacità preventiva, con lo sviluppo di un linguaggio comune, di standard condivisi e di meccanismi di risposta coordinati ed efficaci.
Se ho solo un altro minuto, volevo fare riferimento in particolare al contributo che è stato dato nel tavolo a cui ho partecipato. Si è focalizzato sui rischi ecofin associati alle stablecoin, che, come emerge dalla nostra attività di analisi e dalla nostra esperienza operativa, sono le criptoattività a cui la criminalità fa più ricorso, in particolare per operazioni di riciclaggio, soprattutto nella fase del layering del riciclaggio: si compie una pluralità di operazioni finalizzate a occultare la provenienza illecita della provvista.
Abbiamo avuto evidenze operative anche del ricorso da parte della criminalità organizzata, da parte di associazioni finalizzate al traffico internazionale di stupefacenti, che fanno ricorso alle stablecoin per riciclare. Un reparto del Corpo ha proprio trovato, all’atto del rientro di un contabile di un’organizzazione criminale in Italia dopo un periodo di latitanza a Dubai, un Ledger, un hardware unhosted wallet che ha la forma di una pen drive e che serviva a custodire le chiavi private per accedere a una stablecoin, USDT, che non è compliant col MiCAR, è ancorata al dollaro. Una volta convertita in euro, ci ha consentito di sequestrare 1,8 milioni di euro. Un tempo era necessaria una valigetta di un certo tipo per trasportare una quantità di contanti considerevole, adesso basta una pen drive.
Così come le stablecoin sono associate a casi di finanziamento del terrorismo, ne abbiamo evidenze anche a livello internazionale… Devo tagliare, onorevole? Posso trenta secondi? Il capo è lei.
Marita Langella: Siamo in anticipo, però li vedo moribondi, li vogliamo mandare a pranzo? Mandiamoli a pranzo, se lo meritano, sono stati bravissimi, rimasti seduti. Grazie anche alla platea, che è stata veramente eccezionale. Ok, prego, abbiamo un altro minuto, prego.
Luca Gennaro Cioffi: Un minuto. Così come a casi di finanziamento del terrorismo internazionale. Recentemente il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha reso pubblica la confisca di circa due milioni di dollari nei confronti di una società finanziaria che operava a Gaza proprio per supportare finanziariamente l’organizzazione criminale Hamas.
Sono utilizzate per eludere le misure restrittive internazionali. Basta considerare che il Consiglio dell’Unione europea, nell’ultimo pacchetto, il ventesimo, ha focalizzato l’attenzione proprio sul ricorso alle stablecoin ancorate al rublo come mezzo utilizzato dalla Russia per eludere le misure restrittive che hanno riguardato i settori chiave della sua economia.
Non da ultimo l’evasione fiscale, su cui noi ne sappiamo qualcosa, soprattutto quando ci si avvale di exchange localizzati al di fuori dell’Unione europea, in giurisdizioni ad alto rischio e poco collaborative. Poi si potrebbero verificare anche i casi di abusivismo: questa recente fattispecie delittuosa che è stata introdotta dall’articolo 30 del decreto legislativo 129 del 2024, che ha adeguato il nostro ordinamento al MiCAR e che colpisce l’offerta al pubblico e l’ammissione alla negoziazione di ART e di EMT in violazione delle prescrizioni del MiCAR. Grazie, scusate se vi ho rubato…