Gruppo di lavoro 2 · 24 settembre 2026
Stablecoin, CBDC e sistemi di pagamento

Roberto Garavaglia
Camera dei deputati, Aula dei Gruppi parlamentari · 5:48 min
In breve
Roberto Garavaglia presenta il lavoro del Gruppo 2 su stablecoin, CBDC e sistemi di pagamento. Parte dal divario tra operatori autorizzati in Italia e nel resto d’Europa, poi illustra i documenti preparati dal gruppo per tradurre l’analisi tecnica in casi d’uso, raccomandazioni e decisioni di policy.
Il video dell’intervento
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Fonte: WebTV della Camera dei deputati. Guarda la registrazione completa.
Trascrizione integrale revisionata
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Bene, grazie, grazie per l’invito. Benvenuti a tutti. Io cerco di stare nei miei cinque minuti e vorrei innanzitutto ringraziare i 35 membri del mio gruppo che hanno lavorato insieme a me e hanno prodotto degli output di cui vi darò contezza nei prossimi minuti.
Il nostro lavoro, il lavoro del nostro gruppo, era quello di non semplificare, ma rendere consapevoli gli interlocutori dei tecnicismi, delle difficoltà di una tecnologia che i relatori che mi hanno preceduto vi hanno spiegato. Il nostro gruppo quindi non tende a sminuire con la semplificazione, bensì tende a tradurre, a mediare questa difficoltà a supporto di quelle che saranno le scelte del legislatore.
Siamo partiti anche da un punto di base triste. Il senatore Nicita lo ricordava e l’onorevole Marcello Coppo altrettanto, con dei numeri. Io ve ne cito degli altri e vi dico che il Paese Italia ha quella propensione che l’onorevole Coppo annunciava poc’anzi circa l’uso di tecnologie innovative nei sistemi di pagamento. Però, se guardiamo con riferimento specifico alle nuove tecnologie basate sulla blockchain, scopriamo — e queste sono fonti consultabili dal registro dell’ESMA — che in questo momento ci sono, a livello dell’Unione europea, ben 108 operatori autorizzati che individuano il Paese Italia come Paese verso il quale offrire le proprie tecnologie e i propri servizi.
Bene, in Italia abbiamo solo nove operatori di questo tipo: otto player e una banca abilitata. Voi avete capito che il rapporto è uno a dodici: un CASP italiano, un crypto-asset service provider italiano, per fare le stesse cose che fanno altri soggetti istituiti al di fuori dell’Italia, ha una competizione uno a dodici.
Cosa ha fatto il nostro gruppo, quindi? Ha prodotto sostanzialmente quattro output. Il primo è un documento di advocacy che fissa l’indirizzo nazionale e quelle che sono le raccomandazioni di policy. A questo abbiamo aggiunto, grazie alla distillazione del lavoro delle 35 persone che hanno lavorato con me, un playbook operativo, che traduce quell’indirizzo del documento di advocacy in casi d’uso, in regole anche di attuazione, in indicatori: posso farlo? Non posso farlo? Ha senso farlo? Ci conviene farlo? E delle verifiche. Ricordiamoci: bisogna misurare. Ciò che non è misurabile non esiste, quindi anche ciò che faremo dovrà essere misurato.
A questi due output abbiamo aggiunto una scheda delle decisioni che sono richieste, che quindi di fatto individua o, consentitemi, vorrebbe individuare quali devono essere le scelte da assumere. Scelte che devono essere ovviamente fatte da un decisore, dalla politica. Per fare questo, il quarto documento che abbiamo prodotto è una nota sintetica decisionale, rispetto alla quale la politica oggi può prendere quelle indicazioni e trasformarle.
Ora mi avvio alla conclusione, stando anche nei tempi. Credo siano chiari a tutti i motivi e le ragioni per cui siamo qui. Ringrazio anch’io ovviamente l’onorevole Marcello Coppo. Questo non è un punto d’arrivo, questo è un punto di restituzione che ci spinge a muoverci in avanti. E dobbiamo farlo, signori e signore, altrimenti perdiamo, come Paese Italia, in termini di competitività.
E chiudo. Mi permetto sommessamente di citare Luigi Einaudi, capace di unire la disciplina dell’analisi alla responsabilità della decisione pubblica. Ecco, il gruppo tematico di cui ho avuto l’onere e l’onore del coordinamento ha onorato a propria volta il verbo di Luigi Einaudi: conoscere. Ha definito una direzione e preparato le condizioni per agire. Alla politica spettano ora gli altri due: prima conoscere, poi discutere, poi deliberare. Grazie.