Sessione mattutina · 24 settembre 2026
Il Tavolo Tecnico e la restituzione dei 14 Gruppi di lavoro

Antonio Annino
Camera dei deputati, Aula dei Gruppi parlamentari · 10:51 min
In breve
Antonio Annino, responsabile del Tavolo Tecnico, racconta come l’interesse emerso al primo evento sia diventato un metodo di lavoro continuativo. Spiega la nascita dei 14 Gruppi tematici e introduce la presentazione delle loro prime risultanze alla Camera.
Il video dell’intervento
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Buongiorno a tutti. Eraldo ci ha appena ricordato da dove siamo partiti, con il primo evento dell’Intergruppo il 13 giugno. Credo che il modo migliore per spiegare quello che presentiamo oggi sia ripartire proprio da lì. Il primo appuntamento ci restituì qualcosa che forse non avevamo previsto in quelle dimensioni: una grande disponibilità a partecipare, a mettere competenze a disposizione di questo progetto. Una parte importante di quel coinvolgimento nacque quasi spontaneamente, attraverso LinkedIn e le relazioni progressive che si erano create intorno all’Intergruppo. Professionalità, esperienze e competenze molto diverse, accomunate dalla volontà di contribuire.
Da lì, insieme al presidente, abbiamo iniziato a porci una domanda molto semplice: come trasformare questa disponibilità in un metodo di lavoro stabile e concreto? Nella seconda metà del 2025 è quindi proseguito il confronto con gli esperti, i professionisti, le imprese, le istituzioni e gli stakeholder. A gennaio di quest’anno abbiamo fatto un ulteriore passo: è stato formalmente costituito il Tavolo Tecnico, composto da 35 componenti, e ho avuto l’onore di essere eletto coordinatore.
Questo è stato il primo livello. Da lì abbiamo iniziato a ragionare su come allargare il lavoro e organizzare le tante competenze che avevano manifestato interesse. È nata così l’idea dei gruppi di lavoro tematici, capaci di affrontare verticalmente le diverse materie e nello stesso tempo di dialogare fra loro. Inizialmente ne avevamo pensati dodici, poi, entrando nel merito dei temi, ci siamo resi conto che non erano sufficienti. Sono diventati quattordici.
Abbiamo quindi individuato i responsabili e il 10 febbraio, alla Camera, abbiamo presentato pubblicamente il Tavolo Tecnico, i responsabili dei quattordici gruppi e il metodo di lavoro. Contestualmente abbiamo aperto le candidature per partecipare a questi gruppi di lavoro. La risposta è stata molto significativa: le candidature sono state moltissime, 164 partecipanti sono entrati a far parte dei gruppi di lavoro. Da lì sono iniziate le attività operative: confronto, approfondimento dei temi, analisi delle criticità, delle opportunità e progressiva elaborazione delle prime risultanze e proposte. È così che siamo arrivati alla struttura che vedete oggi: 35 componenti del Tavolo Tecnico, quattordici responsabili dei gruppi di lavoro e 164 partecipanti.
Ma i numeri raccontano solo una parte. Quello che abbiamo cercato di costruire era soprattutto un metodo. Per ciascun gruppo abbiamo individuato un responsabile con esperienza specifica nella materia, ma l’obiettivo non era avere quattordici persone e produrre quattordici documenti individuali. L’idea era creare quattordici luoghi di confronto nei quali competenze, esperienze differenti potessero incontrarsi, analizzare criticità, opportunità e provare a costruire risultanze e proposte il più condivise possibile.
Naturalmente non tutti i gruppi hanno seguito gli stessi tempi e sono arrivati allo stesso punto. Alcuni hanno già completato un processo articolato di confronto, condivisione, validazione interna e sono arrivati a proposte sufficientemente mature per iniziare da subito un’interlocuzione istituzionale. Non proposte da presentare subito, ma già mature per iniziare un’interlocuzione istituzionale e, dove ci saranno le condizioni, fornire supporto anche a possibili iniziative in sede parlamentare. Altri hanno prodotto analisi e proposte e stanno completando alcuni passaggi di confronto, integrazione e validazione. Non è una criticità: è la naturale evoluzione di un percorso molto complesso, nel quale materie e proposte differenti maturano fisiologicamente in tempi diversi.
È proprio per questo che voglio sottolineare che oggi, 24 settembre, non è il punto di arrivo: è la prima grande restituzione pubblica del lavoro sviluppato fin qui. Da domani si apre una fase nuova: valorizzare ciò che è già maturo, consolidare ciò che necessita di ulteriori approfondimenti e incrociare il lavoro dei diversi gruppi sui temi trasversali.
Molti degli argomenti affrontati non vivono dentro compartimenti stagni. Fiscalità e compliance dialogano con antiriciclaggio, tracciabilità; stablecoin e sistemi di pagamento si incrociano con monete, infrastrutture, competitività; tokenizzazione dialoga con diritto, mercati, pubblica amministrazione; privacy, identità digitale, cybersecurity attraversano molti ambiti. È proprio nell’intersezione tra i gruppi che si potrà costruire una parte importante del valore della fase successiva.
Con il supporto del presidente e con il contributo dei responsabili e di tutte le competenze coinvolte, porteremo progressivamente le proposte al confronto con gli uffici parlamentari, ministeri, amministrazioni ed enti competenti, per verificare la fattibilità, la coerenza e individuare i possibili strumenti di attuazione. Le proposte già mature potranno iniziare da subito il proprio percorso istituzionale. Parallelamente continueremo a lavorare su quelle che richiedono ulteriori approfondimenti tra i diversi gruppi di lavoro, perché una proposta tecnicamente interessante non è necessariamente già concretamente attuabile. Deve essere confrontata con il quadro normativo, amministrativo, verificata anche con chi quelle norme le deve applicare e valutata nei suoi effetti. È questo il passaggio che può trasformare il lavoro del Tavolo Tecnico in strumenti realmente utili al decisore pubblico.
L’obiettivo complessivo è arrivare a un dossier organico e condiviso, capace di mettere a sistema analisi, criticità, opportunità e proposte, e restituire una visione quanto più ampia possibile, multidisciplinare e strutturata dell’ecosistema. Senza però aspettare che tutto il dossier sia completo: dove esistono proposte già mature, concrete, come ho già detto, e percorribili, il lavoro istituzionale inizierà.
Prima di lasciare la parola ai responsabili, permettetemi di fare alcuni ringraziamenti. Il primo naturalmente al presidente Marcello Coppo. È sua l’iniziativa. Un applauso, direi che l’applauso è doveroso. È sua l’iniziativa da cui nasce l’Intergruppo e la scelta di utilizzare questo strumento parlamentare per creare uno spazio stabile, aperto al confronto e alle competenze. Da quella scelta è nato il primo evento del giugno 2025 e successivamente insieme abbiamo immaginato questa seconda fase, costruendo il Tavolo Tecnico e il percorso dei gruppi di lavoro. Marcello ci ha dato fiducia, soprattutto ci ha dato lo spazio per trasformare quell’intuizione iniziale in un metodo di lavoro che oggi arriva alla sua prima grande restituzione pubblica.
Ringrazio Eraldo e William, che ci hanno accompagnato nelle prime fasi, e tutte le persone che hanno contribuito alla costruzione di questo percorso. Un ringraziamento particolare va a Gabriele Del Mese, che in questi mesi è stato una vera spalla, un compagno di viaggio, dando un contributo fondamentale soprattutto nella costruzione e nell’organizzazione della giornata di oggi. Un applauso lo farei anche a Gabriele.
Ringrazio poi tutti gli interlocutori istituzionali che ci hanno accompagnato. Una menzione speciale e particolare va fatta alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza, che hanno messo a disposizione esperienze, competenze e conoscenze operative. La sezione che avremo più tardi su sicurezza e legalità nell’ecosistema digitale è anche espressione di questa collaborazione.
Naturalmente il ringraziamento più ampio va ai quattordici responsabili, ai componenti del Tavolo Tecnico e ai 164 partecipanti, che spontaneamente hanno messo tempo a disposizione, competenze ed esperienza. Oggi cominciamo a restituire pubblicamente una parte importante di tutto questo e credo che il senso del percorso possa essere sintetizzato così: non limitarci a descrivere problemi, ma provare a costruire proposte. Non fermarci alla proposta, ma confrontarla. Non fermarci al confronto, ma capire cosa possa diventare concretamente percorribile.
Oggi quindi non si chiude un percorso, si apre una nuova finestra. Adesso credo che il modo migliore per raccontare quello che abbiamo fatto sia lasciare la parola a chi in questi mesi ha coordinato i gruppi di lavoro e ci presenterà le prime risultanze. Grazie a tutti. Invito i primi quattro responsabili. Facciamo un pochettino… Sì, no, ci penso io, ci penso io. Invito i primi quattro responsabili ad accomodarsi, così iniziamo la relazione dei quattordici gruppi.