Sessione mattutina · 24 settembre 2026
Il percorso dal primo evento alla restituzione dei lavori
Eraldo Vaccargiu
Camera dei deputati, Aula dei Gruppi parlamentari · 5:11 min
In breve
Eraldo Vaccargiu ripercorre il cammino dal primo appuntamento dell’Intergruppo alla restituzione dei lavori. Descrive Bitcoin come una tecnologia che richiede un ponte tra protocollo, persone e istituzioni: il confronto parlamentare serve a costruire quel collegamento.
Il video dell’intervento
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Fonte: WebTV della Camera dei deputati. Guarda la registrazione completa.
Trascrizione integrale revisionata
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Grazie a tutti voi e buongiorno a tutti. Per me oggi essere qui è fondamentalmente una questione di cuore. Ci tenevo tanto, dopo aver saltato la prima volta, e ci tenevo anche a questo punto a dire: com’è che siamo arrivati a questa seconda volta? È un risultato enorme per tutti noi. Vanno fatti gli assoluti complimenti all’onorevole Coppo, ad Antonio, a Gabriele, a tutta una serie di persone che si stanno impegnando da tanti mesi.
Come siamo arrivati qua? Ci siamo arrivati perché c’è una novità tecnologica importante da una quindicina d’anni. C’è un piccolo capolavoro dell’umanità, letteralmente. Io considero la tecnologia Bitcoin un capolavoro dell’umanità. Un capolavoro che parte dal basso, che presuppone come obiettivo quello di migliorare la vita di ciascuno di noi. È una tecnologia sociale. Questi erano i propositi e sono ancora i propositi.
Perché non sta funzionando come dovrebbe essere, come tutti ci auspichiamo che sia? Il tutto parte da un termine: il protocollo. Protocollo con la P maiuscola. È un po’ come il Verbo con la V maiuscola, da cui poi tutto deriva. Una volta che noi abbiamo un artefatto tecnologico fatto benissimo, automaticamente questo attecchisce facilmente nel tessuto sociale, nelle relazioni, nel mondo socioeconomico. Ma non è proprio così. Anche perché i soggetti a cui dovrebbe essere calato questo artefatto tutto sono tranne che soggetti estremamente razionali e matematici, cioè noi.
Quindi manca un link, manca una relazione tra questo protocollo e l’aspetto sociotecnico, cioè tutti noi. Ma qual è il posto migliore per creare questa relazione, questo link? Le istituzioni che rappresentano la società. E questo l’onorevole Coppo l’ha percepito da subito.
Se noi lasciamo che il protocollo da solo agisca in termini assolutamente, esclusivamente matematici, per essere adottato completamente da noi, forse stiamo sbagliando. Dobbiamo intervenire e coinvolgere la società per far capire in termini semplici, in termini umani, con una narrazione corretta, che non è sicuramente quella della contrapposizione, spesso anche acritica, tra il protocollo e le istituzioni. È un errore enorme, gravissimo. C’è quasi una sfida a chi propone queste contrapposizioni, spesso in modo non molto logico.
Il tutto è nato così: creare il contatto, i link, la relazione tra questo grandissimo capolavoro di cui gli esseri umani devono assolutamente vantarsi, però calarlo correttamente nel tessuto sociale. Dobbiamo creare questo link. Questo è il percorso, il ragionamento che abbiamo fatto. Dopodiché è stato pensato di coinvolgere le migliori menti del Paese Italia, realmente. Le persone che vogliono contribuire a portare avanti concretamente questa rivoluzione sociale. Non è una rivoluzione prettamente economica, è una rivoluzione sociale. Questa rivoluzione sociale presuppone responsabilità, consapevolezza. Tutti termini che ultimamente stanno un po’ indigesti a tantissimi.
Questo è il percorso, in estrema sintesi, in modo da lasciare spazio anche agli altri relatori, che è stato compiuto da circa un anno e mezzo fa fino ad oggi, per ritrovarci tutti qua, per portare avanti questa rivoluzione sociale, non tecnologica e non economica. Grazie a tutti.