Intergruppo parlamentare “Asset Digitali, Blockchain e Bitcoin”

Stati Generali · 24 settembre 2026

Il registro di vetro

Danilo Giudice

Camera dei deputati, Aula dei Gruppi parlamentari · 2:00 min

In breve

Danilo Giudice descrive la blockchain come un registro pubblico che permette di verificare informazioni e ricostruire fatti senza chiedere autorizzazioni. Collega la trasparenza dei dati on-chain al diritto di leggere e comprendere la finanza digitale.

Il video dell’intervento

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Fonte: WebTV della Camera dei deputati. Guarda la registrazione completa.

Trascrizione integrale revisionata

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Grazie, è un onore per me essere oggi qui. Io sono Danilo Giudice e sono un ricercatore, un divulgatore, lavoro come Chief Marketing Officer per diverse entità nel mondo blockchain. Ho trascorso gli ultimi 10 anni a studiare Bitcoin, e la metà di essi a lavorare con i dati blockchain, i cosiddetti dati on-chain, per chi è più del mestiere. E quello che mi ha colpito di più di questa tecnologia, è che ti permette di verificare in qualsiasi momento da qualsiasi posto la veridicità di un'informazione senza dover chiedere il permesso a nessuno. E questo permette ad esempio di prevedere un dissesto prima che accada o di seguirne in tempo reale l'andamento e i risvolti.

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Nel mondo tradizionale che noi conosciamo qualcuno dichiara, qualcun altro certifica, e qualcun altro si fida. La blockchain Bitcoin cambia esattamente questo paradigma, permette a tutti di verificare, anche a un ricercatore indipendente come me, e di ricostruire i fatti, di analizzarli senza dover chiedere nessuna autorizzazione. La trasparenza non rende le persone oneste, ma rende impossibile pronunciare la frase «non si poteva sapere». Una frase su cui si sono costruiti molti salvataggi pubblici. La domanda non è

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se la finanza debba essere trasparente, ma è chi è che avrà il diritto a leggerla? E si sta decidendo adesso sull'euro digitale, sull'antiriciclaggio, sulle regole europee delle criptoattività, e noi possiamo arrivarci preparati oppure aspettare, ma aspettare non ci proteggerà, perché il progresso non chiede permesso ma travolge solo chi non vi è preparato. Grazie.