Stati Generali · 24 settembre 2026
L’Italia e la tecnologia arancione
Damiano Bonazzi
Camera dei deputati, Aula dei Gruppi parlamentari · 3:11 min
In breve
Damiano Bonazzi propone di guardare a Bitcoin anche oltre la speculazione e la riserva di valore. Porta una prospettiva internazionale sui suoi utilizzi e sulle opportunità che questa tecnologia potrebbe offrire all’Italia.
Il video dell’intervento
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Fonte: WebTV della Camera dei deputati. Guarda la registrazione completa.
Trascrizione integrale revisionata
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Buonasera a tutti, grazie dell'invito ed è un onore essere qui. Io sono Damiano Bonazzi responsabile marketing di Diaman Partners, una società di gestione del risparmio che propone l'investimento in Bitcoin e asset digitali. Questo punto di vista tuttavia del Bitcoin come asset speculativo o riserva di valore è seppur prevalente e privilegiato nei paesi benestanti, non è l'aspetto che mi appassiona di più e secondo me non consente di comprendere pienamente questo fenomeno. Abbiamo parlato tanto oggi della casalinga di Voghera, oggi vi porto il punto di vista della casalinga di Nuova Delhi e di Abu Dhabi. Infatti se guardiamo a molti paesi in via di sviluppo del terzo mondo, l'accesso al sistema finanziario è ancora limitato o per motivi politici o per mancanza di documenti, discriminazione di genere, oppure semplicemente un motivo di costo opportunità per offrire il servizio se non genera sufficienti ricavi.
Pensate che secondo la Banca Mondiale 1,3 miliardi di adulti al mondo non hanno accesso a un conto bancario e inoltre non poter investire i propri risparmi in uno dei 20 paesi che ad oggi hanno un tasso di inflazione a due cifre, vuol dire vedersi annullare i propri risparmi e il proprio potere d'acquisto nel giro di pochi anni. Per molte di queste persone allora Bitcoin, la tecnologia blockchain e le sue applicazioni diventano strumenti abilitanti di sviluppo ed emancipazione. Inoltre pensiamo anche che il 74% della popolazione mondiale vive sotto autarchie o cosiddette democrature, non gode delle libertà e delle garanzie di cui noi beneficiamo, e quindi apprezza in particolare le proprietà di Bitcoin di essere un bene al portatore resistente alla confisca e alla censura. È un aneddoto divertente che la Cina ha bannato ufficialmente Bitcoin 4 volte e i cinesi restano gli utilizzatori sottobanco più assidui della criptovaluta. Inoltre un altro aspetto che mi appassiona di questa tecnologia è che noi italiani, come spesso accade quando si parla di genio e creatività, siamo stati grandi protagonisti di questo percorso di innovazione.
Per limiti di tempo cito solamente il dollaro digitale Tether che è stato creato nel 2014 da due italiani, tifosi juventini, che ora si basano su uno stato di centro America. Ma sono tanti anche altri i casi di imprenditori italiani che hanno dovuto trasferirsi, di cui altri casi sono stati citati oggi. E con questi talenti faccio presente che abbiamo esportato non soltanto competenze ma anche investimenti, posti di lavoro, crescita e gettito fiscale. Oggi abbiamo l'opportunità di invertire questa tendenza e in ogni caso agevolare i moltissimi imprenditori e innovatori, molti qui presenti, che hanno creduto e stanno investendo nel nostro paese. L'auspicio è che l'Italia crei percorsi chiari, una fiscalità equa, regole proporzionate e un ecosistema favorevole alle imprese che stanno costruendo la nuova infrastruttura finanziaria digitale.
Per concludere, amo Bitcoin e amo l'Italia. L’Italia ha dato tanto a Bitcoin, ora Bitcoin può dare tanto all'Italia, se solo gli apriamo la porta. Grazie.