Intergruppo parlamentare “Asset Digitali, Blockchain e Bitcoin”

Panel finale e conclusioni · 24 settembre 2026

Pagamenti digitali: numeri, opportunità e sovranità europea

Ivano Asaro

Camera dei deputati, Aula dei Gruppi parlamentari · 7:30 min

In breve

Ivano Asaro, del Politecnico di Milano, presenta i numeri e le tendenze dei pagamenti digitali. Collega nuovi strumenti, sovranità europea e opportunità di mercato alla necessità di regole che tutelino gli utenti e consentano l’innovazione.

Il video dell’intervento

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Grazie Roberto, grazie a tutti di essere ancora qui e buonasera anche da parte mia. Roberto ha già delineato abbastanza bene le sfide che ci attendono nel prossimo futuro. Io sono il direttore dell'osservatorio Innovative Payments e come osservatori del Politecnico abbiamo portato il nostro contributo in realtà con tre punti di vista diversi, quello dell'osservatorio Innovative Payments, quello dell'osservatorio Blockchain e Web3 e quello dell'osservatorio Digital Identity and Wallet. E nel nostro tavolo abbiamo contribuito cercando di osservare un po' come l'evoluzione di queste nuove monete, di questi nuovi strumenti di pagamento sta avvenendo, quindi stablecoin, criptovalute, central bank digital currencies, ne abbiamo citate già parecchie, attraverso numeri ed evidenze disponibili e cercando di distinguere ciò che già è concreto da quello che invece è in una situazione ancora un po' più di scenario prospettico.

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Il punto di partenza è quello dei pagamenti digitali in Italia, che è un mercato che negli ultimi 10 anni è cambiato drasticamente e nel 2025 a fronte di un totale di consumi di 1.143 miliardi di euro, i pagamenti effettuati con carte wallet hanno raggiunto i 518 miliardi di euro, quindi pari al 45% dei consumi e hanno superato il contante che si è fermato a 436 miliardi, quindi pari al 38%. Nello stesso anno i pagamenti da smartphone e wearable hanno sfiorato gli 85 miliardi di euro e tutti questi numeri ci mostrano che l'innovazione si sta affermando soprattutto lungo direttrici di semplicità d'uso e di integrazione nell’esperienza quotidiana poi di pagamento dei consumatori. Le evidenze disponibili però ci suggeriscono che attualmente ad oggi non c'è uno strumento di pagamento destinato a sostituire tutti gli altri. Ad esempio il 70% dei consumatori dichiara di preferire in questo momento carte e wallet di pagamento NFC, ma c'è anche un 25% che ancora ci risponde di preferire il contante

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quando può scegliere. E anche gli esercenti cominciano ad avere le loro opinioni che si sono un po' invertite rispetto a qualche anno fa. Il 53,5% degli esercenti ad esempio ci ha risposto di preferire carte e wallet NFC all'interno dei loro negozi. Il 43,5% invece è il contante. Quindi i pagamenti del futuro, chiamiamoli così, ma che in realtà sono già al presente, gli account-to-account, le criptovalute, le stablecoin, l'euro digitale, potranno sicuramente essere

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un’alternativa al contante in futuro, ma anche sostituire parte degli strumenti di pagamento digitali attuali, dove sapranno avere un vantaggio ben riconoscibile per i consumatori. Per le stablecoin questo vantaggio ad oggi è molto più evidente nel mondo aziendale che in quello retail, dove la propensione all'utilizzo quotidiano resta ancora un po' inferiore rispetto a carte, wallet e account-to-account, ma sul tema stable il contesto globale ci obbliga a cercare comunque una scelta strategica in maniera urgente. Il mercato delle stable ha raggiunto un valore di capitalizzazione complessiva che sta tra i 294 e i 318 miliardi di dollari e il 99% delle stablecoin sono ancorate al dollaro appunto. In Europa la capitalizzazione è molto più contenuta, il mercato italiano è ancora in una fase iniziale e le stablecoin ancorate invece all'euro rappresentano meno dello 0,3% del mercato mondiale. Questo è certamente un ritardo, ma non è solo un ritardo, è anche una finestra di opportunità se la si può e se la si vuole sfruttare, per trasformare la domanda che evidentemente c'è ed è presente in capacità industriale, in competenze e in operatori, come diceva Roberto, radicati in Italia e non che vengano in Italia a fare caccia.

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In questo quadro si inserisce anche l'euro digitale che abbiamo già citato, strumento promosso dall'Europa per governare la sovranità, strumento che certamente nel prossimo futuro ci accompagnerà e che ha una portata trasformativa enorme, ma che rischia di nascere già obsoleto e poco innovativo se non prenderà spunto da quello che ci stanno insegnando e ci hanno insegnato le criptovalute e le stablecoin, ossia che la programmabilità è il loro punto di forza e questo non dobbiamo a mio avviso dimenticarcelo. La proposta quindi che emerge dal contributo dell'osservatorio è quella di una competitività regolata, perché chi controlla i pagamenti in realtà controlla molto più dei pagamenti. Stablecoin, cripto, Central Bank Digital Currency sono al centro di una contesa geopolitica enorme in cui Cina e Stati Uniti stanno giocando pesantemente la loro partita e dove invece l'Europa rischia, o ne è quasi una certezza, di essere tagliata fuori, di rimanerne fuori. Da un lato gli Stati Uniti con il governo Trump hanno esplicitamente deciso di puntare sulle stablecoin private per consolidare l'egemonia del dollaro.

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D'altra parte invece la Cina dal 2020 sta lavorando solo sullo yuan digitale che appunto è nato e spinge a internazionalizzare la loro moneta e quindi ridurre il peso del dollaro nei flussi transfrontalieri. La sfida, per concludere, non è quindi oggi scegliere un unico rail o un unico strumento di pagamento che vada a sostituire tutto, ma è in realtà quello di costruire le condizioni affinché criptovalute, stablecoin regolamentate, euro digitale, pagamenti account-to-account, carte, wallet e contante possano coesistere secondo funzioni diverse, mantenendo certamente al centro la sicurezza, l'inclusione e la competitività. Secondo noi quindi sono tre le cose che siamo chiamati a fare con urgenza nel breve termine.

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La prima è diffondere educazione e conoscenza su questi temi anche da parte del mondo politico. In questo scenario il ruolo della politica è assolutamente decisivo. È importante non limitarsi a governare l'innovazione, ma a creare anche le condizioni perché essa si sviluppi in Italia in modo sicuro, competitivo e coerente chiaramente con gli interessi europei. Quindi diffondiamo la corretta conoscenza sul cash on-chain, ossia la disponibilità di moneta digitale regolamentata, programmabile, interoperabile, che rende possibile un'economia anche più efficiente e innovativa. 2, serve la collaborazione che sia permanente tra istituzioni, autorità, attori nuovi e attori del mercato tradizionale.

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Una collaborazione, un’unione che possa contribuire alle sfide dell'Italia e a quelle dell'Europa. E la sfida è trasformare questa opportunità che ripeto esiste in capacità industriale, in competenza e leadership che sia italiana ed europea. Le decisioni che verranno assunte oggi non definiranno solo come pagheremo domani, ma anche il ruolo che l'Italia e l'Europa potranno avere nella nuova economia digitale, da cui, come dicevo, rischiamo di rimanere fuori. Infine vi lascio con un piccolo monito, soprattutto per chi potrà incidere su questi aspetti.

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Attenzione, o una preghiera forse, attenzione a far sì che le norme non imbriglino troppo questo mercato. Ci vuole sicurezza, tutela per il risparmiatore e consumatore, questo è un tema delicatissimo, lo sappiamo, ma a volte in Italia tendiamo a declinare le norme europee aggiungendo ulteriori vincoli che poi frenano l'innovazione o la cancellano quasi totalmente. Quindi facciamolo ma in modo coscienzioso per il corretto sviluppo del mercato. Grazie a tutti.