Intergruppo parlamentare “Asset Digitali, Blockchain e Bitcoin”

Panel finale e conclusioni · 24 settembre 2026

Pagamenti digitali, consapevolezza e tutela dei consumatori

Francesco Rossolini

Camera dei deputati, Aula dei Gruppi parlamentari · 11:50 min

In breve

Francesco Rossolini, di Codici, affronta la consapevolezza del consumatore nei pagamenti digitali. Propone un’alfabetizzazione che comprenda decisioni, dati e responsabilità, senza trasferire sul cittadino tutto il peso della complessità tecnologica.

Il video dell’intervento

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Fonte: WebTV della Camera dei deputati. Guarda la registrazione completa.

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Roberto Garavaglia: Grazie grazie molto Nevio per la tua testimonianza e anche un po' per questo amarcord che in qualche misura hai costretto me a ricordare la mia età e non soltanto evidentemente.

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Roberto Garavaglia: Ora do la parola con grande interesse veramente credetemi a Francesco Rossolini che è responsabile dei rapporti istituzionali di Codici. Codici è una delle associazioni dei consumatori con la quale io ho avuto modo di collaborare, ho conosciuto il segretario nazionale l'avvocato Nevio chiedo scusa l'avvocato Giacomelli un paio di anni fa.

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La buona notizia è che io non sono avvocato, quindi...

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Roberto Garavaglia: Esatto. Ecco, questa è la buona notizia, sì esatto assolutamente. Ci sono troppi avvocati, stai dicendo.

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No, no, non mi permetterei. [Breve scambio a voci sovrapposte.]

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Roberto Garavaglia: a parte gli scherzi. Ora noi cerchiamo invece in quest'ultima parte di capire che finora abbiamo detto le regole devono essere rispettate ovviamente dagli intermediari. Esiste però chiaramente un riflesso a cascata che è appunto il consumatore. Il consumatore questa mattina, per chi c'era nel mio intervento, ha la necessità di essere, attenzione, reso consapevole. Non ha bisogno che qualcuno gli spieghi, ha bisogno di qualcuno, il famoso contadino di Poggio Versezio, a cui gli si rivolge spiegandogli come rendersi consapevole. Io ho coniato questo termine che è Innovative Payment Literacy, no?

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Roberto Garavaglia: E quindi cerchiamo anche, io spero, auspico che una realtà come Codici possa farlo, di aiutare il contadino di Poggio Versezio, di aiutare la casalinga di Voghera a rendersi consapevole. Perché attenzione, le frodi che noi oggi vediamo sono figlie di una truffa. Non sono più frodi dipese da una mancanza o da una manchevolezza sotto il profilo ad esempio normativo in rispetto della strong customer authentication. Sono figlie di frodi. Prego Francesco Rossolini.

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Grazie. L'altra buona notizia, oltre al fatto che non sono avvocato, è anche quella che è l'ultimo intervento, complimentandovi con tutti voi per la resistenza, mi atterrò il più possibile agli appunti affinché insomma i tempi vengano rispettati e possiamo andare in pace come si dice in altri tavoli diciamo così. Ecco trovo molto interessante Roberto appunto la tua espressione no? Questa literacy, Innovative Payment Literacy.

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Perché? Perché credo che ci permetta di fare un passo avanti rispetto alla più tradizionale, per così dire, educazione finanziaria, che ha un pochettino esposto il fianco a diverse problematiche che magari non stiamo qui a trattare. Proverò a fare un intervento il meno possibile tecnico perché rischierei solo di fare brutte figure di fronte a una platea molto più esperta di me sotto il punto di vista tecnico, ma provo a dare il taglio dell'associazione dei consumatori che ogni giorno si confronta con il problema frodi ma non solo, sicuramente con uno strumento...

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Con uno strumento di conoscenza che molto spesso è manchevole. Quindi dal punto di vista di un'associazione dei consumatori possiamo certamente spiegare come funziona uno strumento di pagamento e soprattutto dobbiamo mettere in condizioni il consumatore di comprendere che cosa accade quando si usa uno strumento di pagamento che come è fin troppo evidente non coincidono, non sono la stessa cosa, perché dietro il click, dietro a un sistema sempre più semplice di autenticazione biometrica, di trasferimento istantaneo esiste un sistema sempre più complesso di soggetti, tecnologie, dati e soprattutto responsabilità. Quindi partirei proprio da qui,

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dal concetto che più il pagamento diventa semplice nell'esperienza quotidiana dell'utente e più è importante per l'utente stesso comprendere e rendersi conto delle complessità e di cosa il pagamento nasconda. Quindi come associazione dei consumatori, come centro per i diritti del cittadino, abbiamo certamente un osservatorio particolare e vediamo l'innovazione purtroppo anche quando qualcosa non ha effettivamente funzionato. Vediamo il consumatore che ha subito frodi ad esempio, che non riesce a recuperare le somme appunto oggetto della frode e soprattutto che non comprende chi sia responsabile o che scopre solo dopo l'operazione le caratteristiche dello strumento che ha utilizzato. E questa esperienza ci dice una cosa molto importante, che le frodi più insidiose oggi non richiedono necessariamente di violare tecnicamente un sistema, ma che il consumatore che le autentica, che le dispone, che a volte le conferma e quindi che in qualche modo è soggetto anche attivo della stessa, può farlo all'interno di un processo fraudolento costruito attorno a lui.

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Per questo appunto una alfabetizzazione, una literacy come la chiami te Roberto, dovrebbe insegnarci non soltanto a usare uno strumento, ma a comprenderne il processo decisionale nel quale il consumatore viene inserito. Questo qua secondo me è un elemento essenziale. Quindi comprendere che cosa effettivamente stai autorizzando, come riconoscere una manipolazione, la reversibilità o meno dell'operazione, a chi sta trasferendo il valore, il valore economico e soprattutto chi vi risponde in caso qualcosa vada storto. Ma io direi di andare anche oltre e fare un ulteriore passo, è stato accennato da interventi che ho avuto modo di ascoltare mentre ero qui nell'uditorio.

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Nei trasferimenti si trasferiscono non solo soldi, ma si trasferiscono dati e allora una vera literacy, un'autentica e completa literacy, dovrebbe comprendere anche una literacy del dato, aiutare il consumatore a comprendere quali informazioni genera attraverso un pagamento, quali soggetti intervengono, quali conseguenze può avere la circolazione di questo tipo di informazioni. Particolarmente significativo è il momento storico appunto soprattutto per quanto riguarda l'euro digitale, è stato accennato già anche questo. È inevitabile: intervenendo un po' verso la fine, mi piace anche avere degli spunti nuovi, no?

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Rispetto all'intervento programmato. Non più tardi di una decina di giorni fa abbiamo avuto un incontro in plenaria con Banca d'Italia, nel quale appunto confermava quello che già sappiamo, quindi l'introduzione dal 2029 quello che è stato chiesto dall'associazione dei consumatori è di usare l'esperienza e le competenze delle associazioni per evitare proprio le problematiche che finora sono occorse, possiamo dire insomma che questo qua è un percorso particolarmente innovativo perché non stiamo correggendo come è successo in passato un sistema esistente, ma stiamo discutendo l'architettura di un nuovo strumento che già con il know-how che ci portiamo dietro e quindi conoscendo le problematiche che vi sono incorse da molti anni.

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Le domande del consumatore quindi dovrebbero entrare nella progettazione fin dall'inizio di questo processo di digitalizzazione e direi che forse è particolarmente opportuno comprendere quanto deve conoscere l'intermediario, quali informazioni sono realmente necessarie e come rendiamo concretamente comprensibile la protezione del dato come detto finora e soprattutto quanto la protezione che affidiamo alla consapevolezza dell'utente e quanto invece la incorporiamo direttamente nel sistema, che mi sembra diciamo un passaggio particolarmente interessante, perché? Perché la questione che emerge in forma diversa con le criptoattività, con le stablecoin, è che la regolamentazione europea ha certamente introdotto una maggiore chiarezza dal punto di vista del consumatore.

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Dobbiamo ricordare che la regolamentazione di un asset, di un operatore non significa automaticamente un'assenza di rischio. Il rischio può semplicemente spostarsi dall'asset all'interfaccia, dall'emittente al wallet, dal wallet al prestatore di servizi. Ecco perché secondo me appunto una alfabetizzazione innovativa e moderna per così dire, non dovrebbe diventare un nuovo catalogo di nozioni da imparare, ma dovrebbe piuttosto diventare una capacità di orientamento. Ed è qui che un'associazione dei consumatori può svolgere una funzione che va oltre l'assistenza del singolo reclamo.

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Vado veramente a chiudere, mi scuso per la lunghezza, mettendo sul tavolo un nuovo argomento che è quello appunto che a nostro avviso l'alfabetizzazione è fondamentale, ma ha certamente un limite. Non possiamo trasformare l'educazione finanziaria digitale nel meccanismo attraverso il quale trasferiamo sul consumatore le responsabilità della crescente complessità tecnologica, abbiamo sentito citare molto spesso questa famosa casalinga, ma non possiamo chiedere al cittadino di diventare contemporaneamente esperto di cybersecurity, di criptoattività, di privacy, di infrastrutture di pagamento. L'empowerment funziona se rende il consumatore più capace di decidere, non se diventa alibi per lasciarlo da solo al momento della decisione.

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Questo rientra nel tema della competitività, un sistema di pagamenti non compete soltanto perché è più veloce o perché elimina una frizione, compete soprattutto anche e soprattutto sul tema della fiducia. E la fiducia dipende dalla possibilità per il consumatore di comprendere lo strumento, dalla protezione dei suoi dati alla prevedibilità di ciò che accade quando qualcosa va storto. Concludo dicendo semplicemente che un consumatore più consapevole deve entrare in un ecosistema più responsabile.

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Roberto Garavaglia: Grazie, grazie molte Francesco per il tuo intervento che assolutamente condivido insomma il tema dell'empowerment, no? È fondamentale così come è anche fondamentale accorgersi che non possiamo evidentemente qui parlo a nome degli intermediari, ritenere che chiunque dall'altra parte abbia quella conoscenza. Io mi accontenterei perché credo che sia importante che la controparte abbia consapevolezza, Perché credo che questo sia fondamentale, quindi credo che questo non solo le associazioni dei consumatori, ma anche le istituzioni debbano... Possano dire la loro e soprattutto fare. Bene, io ho terminato, vi ringrazio veramente per la vostra partecipazione e invito sul palco a raggiungermi l'onorevole Marcello Coppo, il padrone di casa, per le conclusioni e un saluto a voi tutte.