Intergruppo parlamentare “Asset Digitali, Blockchain e Bitcoin”

Panel finale e conclusioni · 24 settembre 2026

Le infrastrutture bancarie della moneta digitale

Alessandro Zaccherini

Camera dei deputati, Aula dei Gruppi parlamentari · 7:36 min

In breve

Alessandro Zaccherini porta l’esperienza di BFF Bank nelle infrastrutture di pagamento al servizio delle altre banche. Spiega come servizi condivisi possano aiutare anche gli istituti più piccoli ad accedere alla nuova moneta digitale.

Il video dell’intervento

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Roberto Garavaglia: Grazie, grazie Ivano. Direi che l'ultimo passaggio è stato fondamentale. Qui prima io parlavo di azzardo morale, a questo punto dobbiamo associare un azzardo responsabile. Però dobbiamo azzardare, perché se no ci ha fatto capire molto chiaramente, Ivano, l'innovazione ci sfugge e lasciamo tutto ad altri. Ma per essere veramente competitivi abbiamo bisogno di tradurre tutto ciò in un progetto industriale e quindi abbiamo bisogno di infrastrutture capaci di sostenere tutto ciò che abbiamo raccontato sino adesso.

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Roberto Garavaglia: Ed è per questo motivo che chiamo Alessandro Zaccherini di BFF Bank, head of payments and innovation, a raccontarci di come una banca di secondo livello, quindi una banca che presta servizi alle altre banche, può aiutare in questo contesto che stiamo raccontando a creare questa Italia che ci piacerebbe vedere non solo bella perché già è bella, ma competitiva e innovativa. Prego Alessandro.

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Grazie Roberto, buon pomeriggio a tutti e grazie all'intergruppo per l'invito. Porto la voce delle banche che oggi non hanno parlato però da un punto di vista un po' particolare perché BFF è una banca di servizio. Sostanzialmente noi non siamo una banca commerciale, siamo una banca di secondo livello che offriamo servizi ad altre banche. Quindi i servizi che noi offriamo è quell'infrastruttura tecnologica che consente alle banche di regolare oggi sugli strumenti tradizionali, quindi parliamo di pagamenti SEPA, pagamenti instant payment, pagamenti cross-border domestico italiano, quindi poi arriveremo anche alla sovranità e al tema della sovranità. Quello che noi facciamo oggi è dare e offrire un'infrastruttura tecnologica di servizi a, diciamo, a oltre 130 banche e istituti di pagamento e IMEL in Italia e stiamo crescendo anche in altri...

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In altri paesi. Diciamo che tutto sommato BFF è un ponte tra queste banche e i sistemi di pagamento sia italiani che domestici ed europei. Il cliente finale a noi non ci vede, noi non abbiamo clientela retail, i clienti finali sono clienti delle nostre banche, clienti dei nostri clienti, ma una parte importante dei pagamenti del paese passa da noi. Sono circa il 22% dei pagamenti in Italia vengono regolati dalla nostra banca.

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Da questa posizione vediamo bene una cosa, quando si parla di futuro della moneta si parla quasi sempre dello strumento, quindi oggi ne abbiamo ampiamente parlato, stablecoin e euro digitale. È una domanda giusta qual è diciamo la nostra posizione, ma ce n'è un'altra che secondo me è altrettanto importante, come arrivano questi strumenti nelle mani degli utenti, quindi nelle mani di un tesoriere che deve effettuare pagamenti, deve utilizzare uno strumento quotidiano e anche dentro l'app del cittadino. Quindi quello che facciamo noi sostanzialmente è arrivare proprio fin lì. E qui c'è il tema tutto italiano. Il nostro paese ha tante banche piccole e medie, non solo le grandi banche che chiaramente hanno le gambe per andare da sole e creare delle infrastrutture competitive italiane sul mercato che poi possono portare anche all'estero.

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Ma ci sono anche banche piccole locali, sostanzialmente banche del territorio, che sono vicine alle famiglie e alle imprese, ma nessuna di loro da sola può pensare di creare un'infrastruttura per poter gestire questi nuovi pagamenti. Non lo fa con i vecchi pagamenti tradizionali, delega ad altri, BFF è una di queste. Questo tipo di infrastruttura per tutto quanto quello di cui abbiamo parlato oggi, quindi stablecoin e euro digitale, sicuramente non lo farà in forma diretta. Quindi quello che chiedono queste banche è appunto un'adesione indiretta, perché? Perché costa troppo, servono competenze specifiche per affrontare e mettere in piedi delle infrastrutture e ci sono delle regole molto complesse che abbiamo visto e sentito oggi.

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Se non facciamo nulla il rischio è chiaro, l'innovazione la faranno solo i più grandi oppure, come ha già detto anche Roberto, operatori non europei che arrivano nel nostro giardino effettivamente e in questo momento trovano terreno fertile, perché non c'è ancora diciamo un presidio diciamo molto sostanzioso che riesce a contrastarli. Tutti gli altri resteranno indietro se non si muovono adesso, quindi noi ci stiamo muovendo ma tante altre aziende lo stanno facendo. La soluzione la conosciamo perché l'Italia l'ha già usata con successo, quindi costruire queste infrastrutture una volta sola per poi rimetterle a disposizione di n banche nel corso del tempo. Lo abbiamo fatto con la SEPA, è stato fatto ultimamente con i bonifici istantanei, sono stati resi obbligatori anche per normativa e quindi tutte quante le banche hanno aderito.

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Anche qui BFF vuole fare lo stesso con la nuova moneta digitale, quindi collegarci noi alla piattaforma dell'euro digitale, ai wallet europei e dove servirà, alle stablecoin chiaramente conformi a MiCAR, e portare questi servizi alle nostre banche clienti pronte all'uso. Pay per use quindi possono collegarsi direttamente con questa infrastruttura, questo è il classico banking as a service che noi già da anni portiamo avanti, con una garanzia in più perché siamo una banca vigilata. Quindi tutte le infrastrutture, i pagamenti che passano da noi restano dentro alle regole e ai controlli chiaramente che vengono gestiti da Banca d'Italia nel nostro caso. Credo che l'infrastruttura sia un vantaggio competitivo per l'Italia, abbiamo una lunga tradizione appunto su queste infrastrutture. Se usiamo questi modelli possiamo essere tra i primi paesi a scaricare a terra quello che abbiamo raccontato oggi tutti quanti, che i colleghi oggi hanno espresso, perché sicuramente diciamo questo approccio lo dobbiamo avere con le banche grandi che hanno la possibilità, con i nuovi consorzi che stanno creando, stanno crescendo insomma, si sono creati a livello italiano ed europeo, ma soprattutto dobbiamo farlo a livello italiano per andare a prendere anche le banche locali del territorio, che oggi sono più di 200, che hanno chiaramente difficoltà e non riusciranno a farlo in autonomia.

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Si parla appunto di sovranità monetaria, ma la sovranità non è solo scegliere quale moneta usare, è anche avere in casa le strade su cui costruire, su cui far passare quella moneta. Concludo dicendo che il futuro della moneta non si decide solo scegliendo lo strumento, ma bisogna costruire queste strade. Noi siamo pronti chiaramente serve l'aiuto anche del legislatore, di tutte quante diciamo le forze, le strutture, perché chiaramente poi l'abbiamo visto anche oggi con le forze dell'ordine che ci hanno rappresentato molto bene. Tutto questo abilita anche un meccanismo di frode che praticamente è il giorno stesso

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dell'emissione di un nuovo strumento di pagamento immediatamente accade quello. Quindi noi siamo pronti e cercheremo di utilizzare al meglio il tempo per poter fare questa integrazione. Grazie a tutti.