Intergruppo parlamentare “Asset Digitali, Blockchain e Bitcoin”

Gruppo di lavoro 14 · 24 settembre 2026

Antiriciclaggio, Tracciabilità e Financial Intelligence su blockchain

Giuseppe Miceli

Camera dei deputati, Aula dei Gruppi parlamentari · 5:08 min

In breve

Giuseppe Miceli, responsabile del Gruppo 14, presenta il lavoro su antiriciclaggio, tracciabilità e financial intelligence su blockchain. Spiega perché la trasparenza delle reti può aiutare le indagini e anticipa proposte su segnalazioni di operazioni sospette e strumenti di analisi.

Il video dell’intervento

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Fonte: WebTV della Camera dei deputati. Guarda la registrazione completa.

Trascrizione integrale revisionata

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Grazie. Un ringraziamento particolare, lo dico veramente con estrema sincerità, al presidente, all’onorevole Marcello Coppo, che ha innescato questa sinergia che ha visto coinvolti questi quattordici gruppi di lavoro. Un ringraziamento altrettanto sentito va ad Antonio Annino e a Gabriele Del Mese, che ci hanno guidati in questo percorso, rispetto al quale siamo soltanto al giro di boa, niente di più.

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Io intervengo nella mia qualità di responsabile del gruppo di lavoro dedicato all’antiriciclaggio, alla tracciabilità e alla financial intelligence su blockchain. Quindi un gruppo di lavoro molto trasversale rispetto alle tematiche che vengono trattate verticalmente negli altri tredici gruppi di lavoro.

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Il lavoro svolto ci ha portati a una prima conclusione che è nota e che già è emersa negli interventi che mi hanno preceduto. A proposito di questo, non potevo non apprezzare l’intervento di Eraldo Vaccargiu, che è sempre molto sensibile alle tematiche con un approccio di tipo sociologico. Abbiamo visto e ha marcato questo territorio rispetto al quale forse spesso siamo indotti ad attribuire un significato quasi esclusivamente tecnologico, invece così non è.

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Il punto centrale da cui siamo partiti, e che resta essenziale per impostare correttamente il dibattito che abbiamo già avviato, è che la blockchain non è per sua natura un’infrastruttura opaca. Al contrario, le transazioni registrate sulle principali reti sono pubbliche, permanenti, verificabili. Il problema quindi non risiede nella visibilità del trasferimento, ma risiede nella sua attribuzione soggettiva, cioè nella possibilità di collegare un indirizzo digitale a una persona piuttosto che a un’organizzazione.

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Il quadro normativo a riguardo, il quadro normativo europeo così come quello nazionale, è compiuto, è completo. Del resto il GAFI riconosce proprio all’Italia, al nostro Paese, una buona capacità di comprendere il rischio connesso alle criptoattività e dall’ultimo rapporto GAFI emerge anche che l’architettura normativa, autorizzativa e di vigilanza sono sostanzialmente sviluppate. La criticità emerge invece nella fase successiva, cioè quando il quadro regolamentare deve tradursi in comportamenti effettivamente conformi da parte degli operatori. L’architettura normativa è forte e la messa in atto di quell’impianto normativo è suscettibile di ulteriori miglioramenti.

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E allora ecco che la priorità non è aggiungere indiscriminatamente nuove regole. È stato fatto presente come il lavoro di questi gruppi è finalizzato a produrre delle proposte. Proposte che non necessariamente devono generare nuove norme, ma possono andare anche a modificare, a ottimizzare gli effetti delle norme già esistenti.

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Il punto centrale rispetto al quale stiamo muovendo le nostre attività — e ringrazio i componenti tutti di questo quattordicesimo gruppo di lavoro — è tentare di spostare il baricentro dell’azione pubblica attraverso una strategia che sia coordinata. Coordinata da cosa? Da linee guida, da interlocuzioni con gli operatori che abbiamo già avviato, da una formazione in questo settore che è ancora suscettibile di migliorare e da una supervisione basata sull’approccio al rischio.

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Ecco che, partendo da questa impostazione, abbiamo sottoposto all’Intergruppo tre tipologie di proposte. La prima, lo dico sinteticamente, mancano trenta secondi, riguarda la qualità delle segnalazioni di operazioni sospette. La seconda proposta riguarda gli strumenti di blockchain analytics: strumenti indispensabili, ma che si devono fondare su metodologie proprietarie che siano verificabili, a differenza di come avviene oggi. La terza proposta riguarda la tempestività: è emerso anche dai precedenti interventi come, nei trasferimenti di criptoattività, le prime ore siano quelle decisive. Abbiamo sottoposto il lavoro all’Intergruppo e continuiamo nel nostro impegno. Grazie.