Gruppo di lavoro 11 · 24 settembre 2026
Banche, Fondazioni Bancarie e Fondi Pensione

Giorgio Scura
Camera dei deputati, Aula dei Gruppi parlamentari · 5:21 min
In breve
Giorgio Scura presenta il Gruppo 11 dedicato a banche, fondazioni bancarie e fondi pensione. Ragiona sull’incontro tra finanza tradizionale e blockchain, sulla frammentazione delle regole e su come accompagnare l’innovazione gestendo i rischi.
Il video dell’intervento
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Fonte: WebTV della Camera dei deputati. Guarda la registrazione completa.
Trascrizione integrale revisionata
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Grazie, ringrazio tutti, in particolare l’onorevole Marcello Coppo. Il nostro gruppo si è occupato un po’, forse, degli ultimi arrivati, che sono gli istituti bancari e gli intermediari di pagamento. Sostanzialmente partiamo da una considerazione: il mondo blockchain per gli intermediari bancari ormai non può essere più considerato come un’entità a sé stante, astratta, distante, come in realtà il dibattito fino a due anni fa era. È chiaro che, anche con il cambio di rotta della finanza americana, tutti i discorsi legati a tokenizzazione e stablecoin hanno preso una forte accelerata.
Il fondamento è capire dove questi mondi si possono toccare veramente, perché in linea teorica, ontologicamente, sono estremamente distanti l’uno dall’altro: uno è decentralizzato, l’altro è centralizzato; uno è intermediato, l’altro è disintermediato. Quindi sicuramente c’è una parte legata all’interoperabilità tecnica che è al centro della questione e delle preoccupazioni degli operatori finanziari, che comunque si stanno strutturando, stanno creando degli uffici dedicati ai digital asset, perché ovviamente per una banca è un cambiamento importante.
Io vengo dal giornalismo, anche investigativo, e mi sembra un po’ il cambiamento che hanno vissuto i giornali con l’arrivo dei social: c’è chi si è adeguato e ha cambiato alcuni processi, altri mettevano lo sfoglio del giornale su Internet, chiaramente qualcosa che non può funzionare.
L’altro aspetto fondamentale è la crescita dell’ecosistema, che chiaramente ha bisogno di un quadro normativo non troppo frammentato, altrimenti si rischia di bloccare gli investimenti in questo settore, che in altre economie sono assolutamente molto forti. Abbiamo ancora un enorme distacco: per parlare delle stablecoin in euro, stiamo parlando di circa una su cinquecento in euro rispetto a quelle in dollari. Però sono stato anche in conferenze europee, a Barcellona recentemente: erano presenti tutti, tutti molto interessati, soprattutto sulla parte di tokenizzazione degli strumenti finanziari.
Poi però arrivo un po’ all’elefante nella stanza: per quanto il sistema bancario non si sia proprio buttato a pesce all’inizio su questa innovazione, il fatto anche di averla isolata, come diceva giustamente Marco Tullio Giordano prima, non ha fatto bene. Anche perché tutta questa rivoluzione ha comunque impattato fortemente sugli istituti bancari, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto delle frodi, che è stato negli ultimi anni un problema enorme per il sistema finanziario.
Da quelli che sono gli input che riceviamo, c’è la necessità di interagire, avere a disposizione e collaborare a database e informazioni che permettano di intervenire e interrompere questa fraud chain, questa catena delle frodi, all’inizio, prima che i fondi escano dai conti correnti bancari e poi finiscano in frodi, anche e soprattutto usando le criptovalute.
Chiaramente l’apertura diretta delle banche verso le criptovalute in sé, perché le stablecoin sono delle criptovalute, apporta ulteriori rischi alla catena di controllo, che riguarda sia gli uffici di antiriciclaggio sia gli uffici di antifrode. Su questo abbiamo proposto anche nei documenti consegnati un avviso qualificato di frode: uno strumento che, in certi casi appropriati dove vale la pena intervenire — pensate che sono state 300.000 denunce solo nel 2024, non tutte sono uguali, non tutte meritano un approfondimento — permetta di portare rapidamente un’informazione verificata al soggetto che poi ha la possibilità concreta di interrompere: una piattaforma, un operatore finanziario, eccetera.
Per concludere, il messaggio è che non dobbiamo assolutamente scegliere tra innovazione e sicurezza, ma andare insieme con la consapevolezza che, riducendo i rischi, aumentiamo le opportunità. Grazie.