Gruppo di lavoro 7 · 24 settembre 2026
Legislazione, compliance e semplificazione normativa

Stefano Capaccioli
Camera dei deputati, Aula dei Gruppi parlamentari · 5:16 min
In breve
Stefano Capaccioli presenta il Gruppo 7 su legislazione, compliance e semplificazione normativa. Spiega le difficoltà di applicare regole tradizionali a reti decentralizzate e richiama il coordinamento tra norme europee e italiane, operatori, infrastrutture e pubblica amministrazione.
Il video dell’intervento
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Fonte: WebTV della Camera dei deputati. Guarda la registrazione completa.
Trascrizione integrale revisionata
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Grazie, grazie all’Intergruppo, all’onorevole Coppo per l’apertura di questo dibattito in merito ai crypto-asset. Un ringraziamento va ai 34 membri del mio gruppo, numeroso, su un argomento estremamente scivoloso: asset digitali, blockchain, Bitcoin, tokenizzazione, semplificazione normativa, legislazione e compliance.
Argomento che è estremamente sfidante, perché nel momento in cui ci avviciniamo al Bitcoin, che è il punto di partenza di questo mondo, occorre pensare che viene meno il paradigma con cui noi siamo abituati a ragionare, su cui si basa il diritto. Il Bitcoin nasce con l’eliminazione dell’ente centrale che permette il trasferimento tra utenti, e questo è realizzato tramite un algoritmo, un software che elimina l’ente centrale. Ma venendo meno l’ente centrale, viene meno quell’ente che gestisce la base dati, quell’ente che regola l’identità e quell’ente che regola l’esistenza di una transazione.
Questo viene risolto attraverso tre sistemi: la base dati, blockchain in maniera incrementale; l’identità attraverso chiave pubblica, privata e indirizzo pubblico; e la transazione, che nel mondo Bitcoin nasce con l’unspent transaction output, le transazioni non spese. Ma questo sistema supera la tripartizione che noi abbiamo alla base del nostro diritto, della nostra linguistica, tra soggetto, oggetto e verbo, cioè res, personae, actiones, che è alla base del diritto romano e quindi conseguentemente alla base del nostro diritto.
Questo comporta un contrasto insanabile, inizialmente, tra questo nuovo mondo e le norme. Il nostro gruppo si è dovuto confrontare con questo contrasto, ovviamente volendo superare la dicotomia che appartiene al passato tra regolare il passato — cioè si percepisce un problema, si cerca di regolarlo, spesso e volentieri arrivando in ritardo e talvolta anche male, perché il fenomeno si è sviluppato — o progettare il futuro, quindi guardare le traiettorie e cercare di sistemare.
Il gruppo è stato indirizzato verso cinque obiettivi su cui esplorare, perché qui si parla più di un’esplorazione che di un sistema condiviso. In questa fase di analisi non era possibile arrivare a una parte condivisa, anche perché nei contributi vi sono punti di vista diversi che andranno composti, ma che generano e indicano procedure.
I documenti che vengono consegnati sono l’inizio del lavoro. Il primo documento è l’idea di modificare il Codice civile per attrarre, come definizione positiva, il concetto di criptoattività, al fine poi di applicare una serie di istituti. Proposta che è vista in quattro diversi punti, con il contributo di Luca Lombardini e del componente della Guardia di Finanza e la posizione critica dell’avvocato Travia.
Antonio Di Giorgio, che oggi pomeriggio parlerà — ed è una soddisfazione che alcuni membri del mio gruppo parleranno anche oggi pomeriggio — sull’idea del Bitcoin quale oggetto di garanzia. Fantinelli, che ha voluto esplorare i prediction market, quindi la possibilità di una sandbox normativa sui prediction market. Il dottor Majorana sulle DAO e sul ventottesimo regime, quindi la società europea. Federico Monti propone sulla certezza documentale e la semplificazione; il dottor Cosmo sull’esigenza di principi contabili condivisi, di principi di revisione, in quanto, essendoci dei CASP, è necessario avere delle regole condivise, con contributi poi di analisi comparata.
Andando in conclusione, perché beati gli ultimi se i primi sono sintetici — e qui qualcuno ha sforato, forse — gli obiettivi sono: il primo, esplorare la parte delle sandbox normative; il secondo, fare un’analisi comparata tra i vari regimi in Unione europea e fuori dall’Unione europea per vedere le soluzioni che hanno trovato, affinché si possa saccheggiare il lavoro degli altri. La proposta di semplificazione normativa, con gli impatti sul Codice civile e sul Codice penale, per avere una definizione positiva.
In più, l’applicazione tecnica delle norme a operatori, infrastrutture, pubblica amministrazione. In primis, essendoci gli e-money token, toccherà pensare come, all’interno della pubblica amministrazione, accettare e-money token regolamentati. Finendo con un coordinamento tra i principali framework normativi europei e nazionali per i digital asset e la blockchain, tra cui, nell’analisi dei gap, c’è questo sui principi contabili e sui principi di revisione. Vi ringrazio.