Intergruppo parlamentare “Asset Digitali, Blockchain e Bitcoin”

Stati Generali · 24 settembre 2026

Dieci anni di rumore

Marco Crotta

Camera dei deputati, Aula dei Gruppi parlamentari · 4:07 min

In breve

Marco Crotta ripercorre il rapporto tra la comunità Bitcoin e blockchain e il dibattito pubblico. Invita a superare il rumore degli ultimi dieci anni e a scegliere quale ruolo l’Italia vuole avere nello sviluppo di queste tecnologie.

Il video dell’intervento

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Fonte: WebTV della Camera dei deputati. Guarda la registrazione completa.

Trascrizione integrale revisionata

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Grazie Gabriele, sì, è un onere e un onore. Sono Marco Crotta, sono uno sviluppatore, un tecnico blockchain per Conio. Sono qui oggi nella veste magari un po' più nota quella di divulgatore ed è effettivamente un onore aprire gli Stati Generali perché quella di oggi è una giornata molto particolare per la storia. Storia di cosa? Storia di una community innanzitutto.

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Una community che nasce per pochissimi fortunati il 31 ottobre del 2008 con la pubblicazione del white paper, ma per la maggior parte di noi questa community è nata nei meetup che venivano organizzati da persone come Giacomo Zucco e Marco Amadori che cominciavano a divulgare competenza e conoscenza. Ma per la grande maggioranza delle persone questa cosa è diventata una realtà due halving dopo, cioè ci sono voluti 8 anni perché le persone cominciassero a sentir parlare di Bitcoin e di blockchain, e c'era molta molta molta fame di informazione che non si trovava e quindi è cominciato il rumore, che è stato il leitmotiv da 10 anni a questa parte. Il rumore, perché si cercavano queste informazioni quindi uscivano articoli di giornale dove un giornalista intervistava un, lasciatemi passare il termine, economistico che parlava di cose che non aveva ancora visto, di cui non aveva ancora esperienza o dall'altra parte c'era qualcuno che gli faceva da contraltare un tecnico, uno sviluppatore che raccontava che cos'era l'economia austriaca.

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E in questa grande difficoltà, in questo grande caos, pensate un po' c'erano dei pazzi degli youtuber come me, come Marco Costanza e Luca Boiardi che cercavano di convincere la gente che non era vero che Bitcoin era una cosa che era usata solo dai criminali dati alla mano, che non era tutta una truffa perché eravamo noi a segnalare le truffe con [nome non chiaro], Giorgio Scura, Luigi Gabriele, scrivevamo alla Consob: attenzione a questa cosa qua. E non è vero neanche che inquina, farà sciogliere i poli o sia un disastro ecologico energetico come la dottoressa Francesca Failoni vi potrebbe spiegare molto meglio di me. Era un periodo dove era pieno di esperti, talmente tanti che si poteva fare la famosa citazione del film Aliens. E il problema era che potevano raccontarti un sacco di cose, ma molti di questi esperti crollavano quando gli facevi una domanda molto semplice, «Che wallet usi e perché?» Adesso molti si sono spostati fortunatamente verso l'intelligenza artificiale, ma la fame di competenza era tale che aveva costretto Eraldo Vaccargiu, William Nonnis a creare questi corsi di 300 e passa ore che finivi, non avevi più la voce in gola da tante cose che avevi da raccontare e che avevi da spiegare.

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E gli esperti sono entrati anche a far parte del gruppo del MISE perché si è capito che questa competenza deve arrivare anche all'interno delle istituzioni. Poi Bitcoin è diventato grande, c'è stata la fine dell'inizio perché da una cerchia di nerd hanno cominciato a parlare negli Stati, ma anche qui con una certa difficoltà. 2021, El Salvador l’adotta, la Cina lo blocca, crollano gli exchange, c'è la richiesta di normative. Nel 2024 la Germania è l'ultimo stato a vendere Bitcoin che è riuscito a confiscare, dopodiché han capito che conviene tenerseli. Infatti nel 2025 gli Stati Uniti fanno la loro Bitcoin Strategic Reserve.

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Dopodiché abbiamo MiCA da una parte che interviene e dall'altra parte il Clarity Act e parliamo ancora di Bitcoin quando si tratta di, come abbiamo visto stamattina, di Hormuz o di Pontes. E da qui in poi forse sarebbe il caso di spegnere il rumore. Oggi, se ci sono delle persone che hanno delle competenze che vale la pena ascoltare, che hanno le cicatrici addosso per la trincea che hanno fatto in questi anni, sono passate da qua oggi. Sono qui perché continueranno a fare la loro parte e la richiesta è molto semplice, non è la richiesta di una scelta coraggiosa, perché vi avvisiamo:

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Ci vuole molto più coraggio a non fare questa scelta adesso, perché? Perché è chiaro da che parte sta andando il mondo, dove andrà e che ci andrà con o senza di noi. Non è neanche la scelta di andare a capire come andare ulteriormente a normare o tassare perché un po' abbiamo già dato. La scelta è ancora più importante, è quella di dire se vogliamo farne parte e se vogliamo farne parte da protagonisti. Noi sappiamo qual è la scelta giusta, siamo qua per questo. Buon lavoro.