Sessione mattutina · 24 settembre 2026
Saluto istituzionale
Antonio Nicita
Camera dei deputati, Aula dei Gruppi parlamentari · 5:59 min
In breve
Il senatore Antonio Nicita porta il proprio saluto istituzionale e riflette sul potenziale dei mercati degli asset digitali. Collega regolazione, fiscalità e strumenti di politica economica al lavoro dei Gruppi tematici, che possono offrire elementi concreti al Parlamento.
Il video dell’intervento
Video forniti da Cloudflare Stream: il lettore si collega al servizio anche se rifiuti le statistiche di navigazione. Informazioni sul trattamento dei dati.
Sottotitoli automatici in italiano: possono contenere errori, in particolare nei nomi propri.
Fonte: WebTV della Camera dei deputati. Guarda la registrazione completa.
Trascrizione integrale revisionata
Testo rivisto nella punteggiatura, nei nomi e nei termini tecnici, mantenendo il contenuto del parlato. I passaggi non comprensibili sono indicati tra parentesi quadre. I sottotitoli nel lettore sono automatici. Seleziona un orario per riprodurre quel punto del video.
Ecco, grazie. Sì, grazie. Intanto buongiorno a tutti, ringrazio per questa iniziativa molto importante, molto ricca, piena di panel e di gruppi di studio su tutta una serie di aspetti. Rispetto a quanto abbiamo sentito, intanto è un tema enorme, che però sta procedendo ormai da diverso tempo a vari livelli, soprattutto con dei progressi importanti a livello europeo.
È chiaro che una delle applicazioni alle quali si pensa subito è sul concetto dell’asset digitale. L’asset digitale effettivamente ha questa caratteristica: può avere una variabilità di valore, come qualunque altro tipo di investimento, e quindi si pone anche il tema importante dal punto di vista fiscale. Intanto, di avere certezza su qual è la politica su questi asset, ma anche di capire come trattarli rispetto ad altri asset sui quali si fa un investimento.
Questa è una leva importante intanto per definire e sviluppare questi mercati, perché io penso che, dal punto di vista della fiscalità, noi dobbiamo distinguere tutto quello che è il controllo della sicurezza, quindi dal tema del riciclaggio fino a questioni criminali. Una volta affrontato quel tema, la questione di natura fiscale può essere molto più interessante, perché si possono anche modulare gli incentivi nel corso del tempo per potenziare o meno questa domanda.
Il vantaggio di uno strumento digitale rispetto agli strumenti tradizionali sta in questo: chi disegna la politica economica ha un tempo molto più efficace per trasmettere uno strumento di politica economica, per modificarlo o per cancellarlo. Questo ha un effetto sul mercato.
Quindi noi dobbiamo guardare agli asset digitali dai due fronti: dal lato dei rischi, ma anche dal lato delle grandissime opportunità. Significa paradossalmente anche avere molta più trasparenza e molta più adattabilità dello strumento fiscale rispetto al momento specifico in cui lo strumento fiscale sta agendo. Quindi evitare i ritardi, andare effettivamente a modularli nel corso del tempo e non fare confusione fra concetti che sono molto diversi, quali gli asset digitali, le blockchain, persino la moneta digitale, l’euro digitale, sul quale si sta adesso molto discutendo perché effettivamente l’Europa si è molto impegnata in questo, e invece quelle che sono le diverse forme di Bitcoin.
Come la vedo dal punto di vista di chi fa politica economica? Io la vedo come uno strumento che ha la grande potenzialità di poter migliorare gli scambi delle persone sui diversi mercati. Quando noi alimentiamo scambi di persone su diversi mercati, ovviamente in una cornice di legalità e di sicurezza, noi stiamo aumentando il reddito, stiamo creando un effetto moltiplicatore. Tanto è vero che uno dei problemi che la BCE sta cercando di definire è esattamente il moltiplicatore monetario, perché la politica dei tassi di interesse è sempre fatta in funzione della quantità di moneta che c’è in circolazione, la cosiddetta moneta circolante, ai fini eventualmente di contrastare l’inflazione. Se non so bene quanta moneta circolante c’è, posso rischiare di sbagliare il tipo di intervento che faccio sui tassi di interesse.
Questo per dire che proprio alcuni effetti come questo, cioè quanta moneta circolante c’è in un mondo tokenizzato e di asset digitali, sono difficili da capire. Ma proprio questo, dall’altra parte, ci rivela che è un moltiplicatore, quindi che effettivamente ha la possibilità di incrementare le transazioni economiche e di aumentare anche il valore del mercato finanziario.
Voi sapete, e concludo, che una delle questioni recentemente da ultimo evidenziate nel suo rapporto da Enrico Letta sul single market, e lo stesso da Draghi nel rapporto sulla competitività, è l’incredibile ammontare di capitale italiano ed europeo che viene investito negli Stati Uniti. Questa è una perdita netta per il Paese, perché poi agisce sull’affidabilità, stabilità, ricchezza che resta anche nelle nostre istituzioni pubbliche e private finanziarie.
Io penso che il lavoro di questo Intergruppo, quello che voi state facendo, soprattutto i singoli sottogruppi che vanno a verificare esattamente ciascuna di queste questioni e i vantaggi, soprattutto le evoluzioni e le sperimentazioni legislative che si stanno verificando, siano assolutamente utili per il lavoro parlamentare, per il lavoro del Governo, ma anche per cercare di fare quelle che si chiamano delle sandbox regolatorie: cioè apprendere da parte del legislatore, dei regolatori. Infatti il fintech è proprio uno dei settori privilegiati della cosiddetta sandbox regulation, cioè la regolamentazione sperimentale attraverso la quale chi fa leggi o chi fa regole apprende dal mercato, anziché introdurre una regola rigida rispetto alla quale poi non si ha piena consapevolezza. Quindi il mio è semplicemente un saluto. Complimenti per il vostro lavoro e continuiamo ad approfondire questi temi. Grazie.